Il Venezuela punta a raccogliere 76 miliardi di dollari di investimenti in petrolio e gas nei prossimi cinque anni, all’indomani del grande accordo di pace con gli Stati Uniti annunciato dal presidente americano Donald Trump, che ha dichiarato conclusa l’era di Nicolas Maduro alla guida di Caracas. Lo ha detto la presidente ad interim Delcy Rodriguez chiudendo la conferenza sull’energia a Maracaibo, nello Stato di Zulia.
«Dopo la pace, la prosperità», ha detto Rodriguez, affermando che il suo governo ha firmato 61 accordi nel settore degli idrocarburi e ne sta negoziando altri 44. Gli investimenti previsti nei prossimi cinque anni, secondo quanto riportato da Middle East Eye, potrebbero arrivare a 76 miliardi di dollari, con la prospettiva di creare oltre 324mila posti di lavoro tra occupazione diretta, indiretta e indotta.
L’amministrazione Trump, dopo aver dichiarato concluso il tempo di Maduro alla guida del Venezuela, aveva già indicato l’obiettivo di raccogliere fino a 100 miliardi di dollari per rilanciare l’industria petrolifera del Paese, che possiede circa un quinto delle riserve globali di greggio.
Alla conferenza di Maracaibo hanno partecipato oltre 150 aziende nazionali ed estere. Tra queste c’è Chevron, che ha firmato un accordo per ampliare i propri diritti di sviluppo nella fascia dell’Orinoco, una delle aree petrolifere più ricche del pianeta.
Secondo Rodriguez, i progetti sono pensati per unire capitali esteri a risorse finanziarie e manodopera venezuelane. Resta però da vedere se la produzione riuscirà a crescere nei tempi previsti: saranno necessarie nuove perforazioni, spese per riattivare giacimenti deteriorati e investimenti nelle infrastrutture elettriche. Gli operatori internazionali chiedono inoltre garanzie per proteggere i loro investimenti in un settore che resta strategico per Caracas.
Chevron ha fatto sapere che gli accordi sottoscritti tra Caracas e Washington aprono la strada a nuovi investimenti ma che restano ancora anni di lavoro.