Secondo quanto riportato da ANSA, l'8 ottobre 2026 è stato un giorno di importanti sviluppi nelle relazioni commerciali tra Europa e Cina. Il commissario europeo al commercio Maros Sefcovic ha dato il via a Pechino a una serie di trattative con il ministro cinese del commercio Weng Wentao, con l'obiettivo dichiarato di "iniziare a riequilibrare il nostro deficit commerciale insostenibile con la Cina".
Le discussioni iniziali si sono concentrate su come migliorare l'accesso delle imprese europee al mercato cinese, con Sefcovic che ha incontrato i rappresentanti delle imprese europee presenti nel paese asiatico. Tuttavia, le trattative si sono successivamente spostate su temi più complessi, tra cui le pratiche commerciali scorrette da parte della Cina e la possibile limitazione delle importazioni di auto ibride, come anticipato da Bloomberg.
Secondo Bloomberg, la Commissione europea sta prendendo in considerazione una serie di misure di salvaguardia che potrebbero limitare le importazioni di alcuni beni cinesi, tra cui le auto ibride. Queste misure potrebbero essere estese a beni strategici come prodotti chimici, batterie, cavi in fibra ottica e componenti per pannelli solari. L'obiettivo è proteggere l'industria europea da pratiche commerciali ritenute sleali, come la concorrenza di prodotti cinesi venduti a prezzi inferiori rispetto ai costi di produzione.
Francia e Germania hanno chiesto all'UE di dotarsi di poteri speciali per escludere le imprese cinesi dal mercato unico in casi di distorsione della competizione. La Commissione sta valutando l'uso di un meccanismo esistente che consente l'applicazione di contingenti tariffari, ovvero limiti alle importazioni, in caso di impennate delle importazioni di beni strategici. Questo meccanismo potrebbe essere testato inizialmente nel settore delle auto ibride e successivamente esteso ad altri settori strategici.
La Cina ha risposto con toni più concilianti, dichiarando che Pechino "ha sempre ritenuto che mantenere una cooperazione aperta e risolvere le divergenze economiche e commerciali attraverso il dialogo e consultazioni su un piano di parità sia nell’interesse comune della Cina e dell’Unione europea".