Renato Schifani sta valutando di dimettersi da presidente della Regione Siciliana. La decisione, che potrebbe essere annunciata a breve, arriva dopo l'ennesimo episodio giudiziario che ha coinvolto il suo ex consigliere giuridico Gaetano Armao, capo della Cts per le autorizzazioni ambientali, e dopo la presa di posizione del commissario regionale di Forza Italia, Nino Minardo, che ha chiesto un cambio di rotta.
“Bisogna avere il coraggio di cambiare”, ha dichiarato Minardo al Corriere, aggiungendo che serve “una proposta politica completamente nuova”. Minardo ha precisato che non si tratta di una sua opinione personale, ma di una richiesta che arriva dal partito dopo mesi di ascolto e confronto: “Il cambiamento non è una mia opinione, ma una richiesta che arriva dal partito dopo mesi di ascolto e confronto”.
Schifani ha replicato con poche parole: “Prendo atto delle dichiarazioni dell’onorevole Minardo. In queste ore sto valutando, con senso di responsabilità, le decisioni da assumere, che comunicherò a breve”.
Il governo Schifani è già finito sotto pressione a causa di altri episodi giudiziari che hanno coinvolto Totò Cuffaro, Gaetano Galvagno e Elvira Amata. La commissione regionale Antimafia sta conducendo un'indagine conoscitiva su fatti di natura corruttiva legati a Palazzo d’Orléans, e il governatore sarà il primo a essere audito.
Secondo Open, Schifani avrebbe già manifestato al segretario nazionale Antonio Tajani l'intenzione di farsi da parte, aprendo la strada a nuove elezioni regionali già nel prossimo aprile. Tra i possibili candidati per la successione ci sono Minardo e il vice presidente della Camera Giorgio Mulè.
Alcune fonti politiche, però, suggeriscono che le dimissioni potrebbero essere una mossa tattica per testare le reazioni degli alleati.