"Ma in che Paese viviamo?". È la domanda con cui Marco Rizzo apre il video in cui commenta due vicende giudiziarie che nelle ultime settimane hanno alimentato il dibattito pubblico: la scarcerazione di Youssef Siher e la detenzione di Mario Roggero.
Siher, 26 anni, è indagato per istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e per violenza nelle manifestazioni. La giudice Tiziana Landoni lo ha rimesso in libertà, non convalidando il fermo né accogliendo la richiesta di custodia cautelare in carcere, ritenendo assenti i gravi indizi necessari.
Roggero, invece, è in carcere dove sta scontando una condanna definitiva a 14 anni e nove mesi per duplice omicidio, tentato omicidio e porto abusivo d'armi, dopo aver inseguito e sparato ai rapinatori che avevano assaltato la sua gioielleria. I giudici hanno escluso la legittima difesa, ritenendo che avesse agito quando l'aggressione era già conclusa.
Due casi diversi, due percorsi giudiziari distinti. Ma Rizzo li mette uno accanto all'altro per sottolineare quella che considera una contraddizione del sistema.
Nel video ricostruisce la vicenda del gioielliere di Grinzane Cavour, ricordando come tre uomini armati avessero fatto irruzione nel suo negozio. "Aveva solo difeso la sua famiglia, il suo lavoro, il suo negozio", afferma.
Rizzo parla di una pena che, pur non essendo formalmente un ergastolo, equivale a un sostanziale "ergastolo", sostenendo che per un uomo ultrasettantenne una condanna vicina ai quindici anni rischia di coincidere con il resto della vita.
La contrapposizione è netta: da una parte chi, secondo la ricostruzione dell'accusa, avrebbe alimentato il disordine; dall'altra chi avrebbe reagito per proteggere ciò che aveva costruito in una vita di lavoro. Ed è proprio questa contrapposizione che porta Rizzo a una critica più ampia della giustizia e del Paese.
La conclusione arriva con poche parole, pronunciate guardando direttamente in camera: "Ma che cazzo di Paese è questo?".
Rizzo, torinese, figlio di un operaio della Fiat, ha attraversato una lunga stagione della sinistra comunista, ricoprendo incarichi alla Camera e al Parlamento europeo. Oggi guida il progetto Italia Domani, nato con l'ambizione di superare la tradizionale contrapposizione tra destra e sinistra.