La fotografia più recente dello stato della sanità italiana arriva dall’analisi del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) relativo al 2024, i cui risultati sono stati pubblicati dal Ministero della Salute nel luglio 2026. L’analisi prende in esame 88 indicatori complessivi, di cui 22 considerati Core, suddivisi nelle tre principali macroaree di valutazione dei servizi sanitari regionali: prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera.

Secondo quanto riportato da policymakermag.it, la graduatoria vede in testa il Veneto con 288 punti, seguito dall’Emilia-Romagna con 282 e dalla Toscana con 280. Nelle posizioni immediatamente successive si collocano il Piemonte, la Provincia autonoma di Trento e la Lombardia. L’analisi evidenzia inoltre un dato positivo rispetto all’anno precedente: diminuiscono le amministrazioni che registrano almeno un’insufficienza in una delle tre macroaree valutate, passando da otto a tre. Nonostante questo miglioramento complessivo, alcune regioni continuano a presentare criticità strutturali.

Tra queste spiccano la Calabria, che totalizza 189 punti e registra un’insufficienza nell’assistenza distrettuale, il Molise con 192 punti e la Sicilia con 196, quest’ultima con un’insufficienza nella prevenzione. Anche la Provincia autonoma di Bolzano presenta una valutazione insufficiente nella macroarea della prevenzione. Il quadro complessivo conferma un elemento strutturale già emerso nelle precedenti rilevazioni: le performance sanitarie migliori si concentrano prevalentemente nel Nord e nel Centro Italia, mentre il Mezzogiorno continua a mostrare difficoltà, in particolare sul fronte dell’assistenza territoriale e della prevenzione.

Gli indicatori presi in esame comprendono aspetti strategici dell’efficienza e dell’efficacia del Servizio sanitario nazionale. Tra questi figurano la copertura vaccinale, gli screening oncologici, l’appropriatezza prescrittiva, i tempi di intervento dei mezzi di soccorso, la percentuale di parti cesarei, il trattamento della frattura del femore negli anziani, la capacità dell’assistenza territoriale di gestire i pazienti cronici e anche un indicatore specifico sulla rinuncia a prestazioni sanitarie per motivi economici o organizzativi. La pubblicazione dei dati potrebbe riaccendere il confronto politico tra Governo e Regioni sulla gestione e sulla qualità delle prestazioni sanitarie erogate nei diversi territori.

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