Il 19 ottobre 2026, in orbita bassa terrestre, un satellite militare russo ha effettuato un avvicinamento estremamente ravvicinato al satellite radar ad apertura sintetica (SAR) Iceye X36, di proprietà della società finlandese Iceye e registrato negli Stati Uniti. Secondo dati di tracciamento pubblici, la distanza tra i due oggetti sarebbe scesa a soli 26 metri. La società di monitoraggio orbitale LeoLabs ha invece registrato un passaggio a circa 500 metri, un margine comunque all'interno della fascia di rischio per operazioni di prossimità non autorizzate nello spazio.

L'episodio segna una significativa escalation nel confronto spaziale tra Russia e Occidente. Il Kosmos 2612, parte di un gruppo di sei satelliti lanciati da Mosca nel mese di aprile, avrebbe seguito una traiettoria finalizzata all'inseguimento e all'intercettazione del satellite commerciale, eseguendo manovre di precisione tipiche delle piattaforme spaziali progettate per operazioni di "inspect and approach" o di controspazio.

Secondo l'analista indipendente Jonathan McDowell, l'evento rappresenta "il primo rendez-vous in orbita bassa tra due satelliti attivi senza il consenso di uno dei proprietari". L'amministratore delegato di Iceye, Rafal Modrzewski, ha dichiarato che lo spostamento del satellite da parte dell'azienda ha provocato nuove contromanovre russe, suggerendo un'intenzione deliberata di mantenere la vicinanza.

Il contesto strategico è cruciale. Le immagini SAR di Iceye sono utilizzate dalle autorità ucraine per l'individuazione di obiettivi, e secondo alcuni osservatori l'X36 potrebbe operare sotto un controllo diretto di Kyiv. La Russia aveva già impiegato tattiche simili: nel 2020 il Kosmos 2542 si avvicinò a 150 chilometri da un satellite spia americano, causando un caso internazionale.

L'episodio del 19 ottobre non è isolato. A maggio 2026, tre satelliti russi avevano già sfiorato l'X36, suggerendo una campagna coordinata di interdizione o monitoraggio.

Le capacità dimostrate dal Kosmos 2612 - avvicinamento controllato, aggiramento dell'obiettivo, lunga permanenza nelle vicinanze e allontanamento preciso - indicano la possibilità di opzioni cinetiche e non: bracci robotici per manipolare o disabilitare un satellite, aerosol per accecare le ottiche, disturbo elettronico, fino all'impatto diretto.

Sul piano strategico, Mosca ha dimostrato di poter raggiungere e tenere sotto pressione un satellite commerciale occidentale, segnalando ai fornitori di servizi spaziali l'esposizione dei loro asset a possibili operazioni di controspazio. Questo potrebbe influire sulla democratizzazione dello spazio, scoraggiando i fornitori civili dal supportare operazioni militari.

L'analisi delle intenzioni di Mosca rimane aperta: intimidazione, sabotaggio, raccolta di intelligence, coercizione o preparazione di operazioni controspaziali restano tutte ipotesi sul tavolo.

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