Il prossimo Parlamento potrebbe avere un forte accento romano. Non solo perché Roma è la Capitale, ma perché alcuni dei protagonisti della politica cittadina e regionale guardano ai seggi parlamentari come possibile sbocco delle proprie carriere.
Secondo quanto riportato da policymakermag.it, tra i nomi più accreditati ci sarebbero Virginia Raggi, ex sindaca di Roma dal 2016 al 2021 e attuale consigliera capitolina, che potrebbe puntare a una candidatura alle politiche, e Giancarlo Righini, assessore al Bilancio della giunta regionale guidata da Francesco Rocca, il più votato alle regionali del 2023 con 38.068 preferenze. Per Righini la strada per Montecitorio potrebbe essere tutt’altro che libera.
Nel centrodestra il quadro è ancora più articolato. Fratelli d’Italia deve infatti costruire una squadra capace di tenere insieme la corsa al Campidoglio e le candidature parlamentari. Non a caso, come riporta policymakermag.it, l’annuncio della candidatura per Roma è stato rinviato a dicembre, durante Atreju, la manifestazione politica del partito. Tra i nomi che circolano per il Campidoglio ci sarebbe anche quello di Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio.
Nel Partito Democratico la competizione si gioca su due fronti: chi ha una forte base di preferenze e chi può contare su una posizione in lista garantita dalle segreterie. La coordinatrice del partito nel Lazio, Marta Bonafoni, potrebbe essere capolista per la Camera, mentre tra i big in corsa ci sarebbero il vicepresidente della Regione e presidente del Consiglio regionale Daniele Leodori, l’ex assessore regionale Massimiliano Valeriani e il capogruppo del Pd alla Pisana, Mario Ciarla.
Nonostante la concorrenza interna, secondo policymakermag.it solo due tra i parlamentari uscenti Dem sembrerebbero avere la riconferma abbastanza sicura: Claudio Mancini e Michela Di Biase.
Il quadro resta però complesso. Un eventuale election day con le elezioni comunali renderebbe ancora più delicata la scelta dei candidati: chi volesse candidarsi a sindaco dovrebbe scegliere quale partita giocare.
Nel Movimento 5 Stelle, infine, le tensioni interne pesano sulle scelte future. Il rapporto tra Virginia Raggi e il presidente Giuseppe Conte resta difficile, soprattutto sulle alleanze politiche, e il posizionamento della ex sindaca potrebbe influire sulle scelte del movimento.