Il Reddito di cittadinanza continua a produrre un’eredità di irregolarità che pesa sulla gestione delle risorse pubbliche. Dal suo avvio sono emersi oltre 1,7 miliardi di euro tra Reddito e Pensione di cittadinanza erogati in modo indebiti. È quanto dichiarato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, il 5 novembre durante la trasmissione “4 di sera” su Rete 4. Un dato che conferma come, al 31 dicembre 2025, risultino ancora da recuperare 1,46 miliardi di euro, di cui 1,16 miliardi riferiti al triennio 2021-2023.

Secondo quanto riferito dalla titolare del Lavoro, i controlli preventivi introdotti per l’Assegno di inclusione saranno ora estesi anche alle prestazioni di Reddito di cittadinanza ancora in erogazione, con l’obiettivo di ridurre ulteriormente il rischio di erogazioni non dovute. Calderone ha definito il Reddito di cittadinanza una misura «sbagliata due volte», criticandone sia le finalità sia il sistema di verifica dei requisiti.

Il Ministro ha evidenziato come il provvedimento non distinguesse adeguatamente tra persone in condizioni di fragilità e soggetti potenzialmente in grado di lavorare, sottolineando che l’introduzione del Supporto per la formazione e il lavoro (SFL) ha consentito di accompagnare molti beneficiari verso percorsi occupazionali. Al centro delle criticità sollevate c’è soprattutto il sistema dei controlli, basato su verifiche successive all’erogazione dei contributi. Un meccanismo che, secondo Calderone, comportava un recupero delle somme solo dopo che il danno economico era stato già prodotto.

La nuova strategia del Governo, invece, punta sui controlli ex ante, attraverso l’interoperabilità delle banche dati, per verificare i requisiti prima dell’erogazione del beneficio. Le verifiche effettuate per l’Assegno di inclusione hanno riguardato condizioni di disabilità non riscontrate, redditi non dichiarati e vincite da gioco, ambiti che, secondo il Ministro, se applicati fin dall’inizio avrebbero potuto evitare migliaia di erogazioni indebite.

Per Calderone, l’obiettivo del Ministero del Lavoro è garantire una distribuzione mirata delle risorse pubbliche, destinandole a chi ne ha effettivamente bisogno e rafforzando i controlli preventivi. «Sono orgogliosa di aver costruito, su mandato del Presidente Meloni, un sistema di welfare per le famiglie e per il lavoro che riesce a destinare le risorse alle platee giuste, combattendo truffe e sprechi», ha dichiarato. Il nuovo modello punta dunque a rafforzare la prevenzione delle irregolarità, superando il sistema basato sul recupero delle somme dopo l’erogazione.