Secondo quanto riportato da formiche.net il 06/10/2026, si è tenuto a Palazzo Giustiniani un confronto promosso dal Comitato Public Affairs di American Chamber of Commerce in Italy (AmCham), dedicato a come rendere l’Italia più attrattiva per gli investimenti senza abbassare gli standard. Al centro dell’incontro cinque direttrici: piano pluriennale per investimenti strategici, procedure autorizzative più rapide, certezza fiscale, taglio della stratificazione normativa e sviluppo di nuove competenze.

Il messaggio emerso è che la competitività non dipende solo da incentivi fiscali o semplificazioni isolate, ma da un insieme più ampio di fattori che incidono sulla qualità delle regole e dell’amministrazione. L’evento ha preso le mosse dal lavoro del Comitato Public Affairs di AmCham, che nei suoi incontri ha affrontato temi come intelligenza artificiale, sostenibilità, life science e rapporti transatlantici. L’obiettivo dichiarato è stato trasformare due anni di confronto in proposte concrete.

La senatrice Elena Murelli ha sottolineato l’importanza di passare dalle analisi alla costruzione di un sistema competitivo, mentre Federico Villa, presidente del Comitato public affairs di AmCham Italy, ha evidenziato come il lavoro svolto abbia prodotto indicazioni pratiche da tradurre in misure normative. Simone Crolla, consigliere delegato di AmCham Italy, ha invitato i rappresentanti istituzionali a fare tesoro di un lavoro costruito attraverso un confronto approfondito.

Il risultato del percorso è stato sintetizzato nei due documenti, il white paper e la call to action, intitolati “Competitività, investimenti e dialogo istituzionale”. La richiesta avanzata alle istituzioni è che le indicazioni maturate dalle aziende vengano ascoltate come contributo alla crescita del Paese.

Per la prossima legge di Bilancio, il Comitato Public Affairs di AmCham ha individuato cinque priorità: un piano stabile per ricerca, infrastrutture digitali e investimenti produttivi; un procedimento unico e digitalizzato per i progetti strategici; il rafforzamento della cooperative compliance e del dialogo con l’amministrazione finanziaria; la semplificazione degli adempimenti normativi; e un programma sulle competenze costruito insieme a imprese, università e pubblica amministrazione, con particolare attenzione a settori come intelligenza artificiale, cybersecurity, cloud, energia, sostenibilità e biotecnologie.

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