La legge elettorale è a un passo dall’approvazione finale. Il voto finale è previsto per lunedì 5 ottobre 2026, in aula alla Camera dei Deputati a Roma. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha dichiarato che se il disegno di legge non fosse approvato, considererebbe conclusa la sua esperienza di governo.

Le discussioni sulla modifica della legge elettorale sono iniziate nell’estate del 2025. Il progetto ha acquisito progressivamente priorità nell’agenda del governo per due motivi principali. In primo luogo, è stato visto come un surrogato alla riforma costituzionale per l’elezione diretta del presidente del Consiglio, accantonata dopo il primo passaggio parlamentare. In secondo luogo, è stata percepita come una necessità per avere una legge elettorale che favorisca la riconferma di Meloni nel 2027, in un contesto in cui i sondaggi avevano iniziato a mostrare una situazione meno favorevole per la maggioranza e un centrosinistra coalizzato che risultava più avvantaggiato rispetto al 2022.

La legge è stata oggetto di discussioni inconcludenti per almeno otto mesi, con Fratelli d’Italia che ha fatto pressioni sugli alleati Lega e Forza Italia. A febbraio 2026, la maggioranza ha depositato un testo alla Camera, frutto di lunghe trattative tra i partiti, ma che è stato rimaneggiato più volte per soddisfare le richieste dei diversi partiti e correggere potenziali problematiche legali.

A metà luglio 2026, la maggioranza è arrivata alla discussione finale con disaccordi interni, principalmente sull’introduzione delle preferenze, richieste con insistenza da Fratelli d’Italia, rappresentato dal capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami e dal responsabile dell’organizzazione Giovanni Donzelli.

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