Il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, ha parlato alla Camera dei Deputati, nella Sala Matteotti, intervenendo all’iniziativa “SUD: Locomotiva d’Italia”. Nel suo intervento, Mazzi ha tracciato un quadro molto positivo del comparto turistico italiano, sottolineando il ruolo crescente del Mezzogiorno.
«È un anno straordinario per il turismo in Italia. Non per merito mio, ma del governo Meloni», ha affermato il ministro, ricordando che nel 2025 il Paese ha raggiunto il record di 525,5 milioni di presenze. Un risultato che, secondo Mazzi, potrebbe essere superato già quest’anno: «Nel 2026 puntavamo a confermare quel risultato. In realtà, a settembre eravamo già a 523,7 milioni di presenze, e ottobre si preannuncia da record. Credo che alla fine di quest'anno, anche se il traguardo è ancora lontano, polverizzeremo anche i numeri del 2025».
Il ministro ha poi evidenziato il contributo determinante del Sud a questa crescita, definendolo «la locomotiva d’Italia». «Credo molto nel Sud, il turismo è un'industria, come tutte le industrie ha bisogno di materie prime. Le materie prime nel turismo sono il mare, la montagna, le città d'arte, la cultura, il patrimonio identitario, i borghi. Il Sud ha tutto questo, e non solo: ha anche la storia, la cultura, l'identità. Il turismo al Sud cresce il doppio rispetto al Nord. La Calabria, ad esempio, è una regione che ha una crescita fortissima».
Mazzi ha inoltre ricordato le opportunità legate ai grandi eventi sportivi, come la Louis Vuitton Cup e l'America's Cup a Napoli: «Porteranno tutta l'Italia al centro del mondo, ma in particolare il Sud, la Campania e Napoli».
Nel suo intervento, il ministro ha sottolineato anche il ruolo della cultura e del patrimonio identitario. «Il prossimo anno arriverà una notizia importante, la candidatura della canzone napoletana come patrimonio dell'umanità. Saremo a Parigi il 2 dicembre, e sono fiducioso che arriverà una buona notizia per il Sud e per l'Italia».
Tra le iniziative del ministero, Mazzi ha citato anche il progetto del turismo delle radici, realizzato in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri: «Si rivolge ai figli, ai nipoti e ai pronipoti degli italiani emigrati nel mondo. Persone che hanno nel cuore l'Italia anche se non sono mai venute nel nostro Paese. L'obiettivo è portarne 1, 1-1,5 milioni qui, a vedere i luoghi dei loro nonni. È un progetto enorme, perché ogni persona che viene qui porta con sé una famiglia, un passaparola, un'emozione. E questo genera un indotto enorme».
Nel complesso, il ministro ha descritto il turismo come una leva industriale e culturale decisiva per il Mezzogiorno, evidenziando come il Sud stia diventando sempre più protagonista della crescita del settore grazie al patrimonio naturale, culturale e identitario di cui dispone.