Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha scelto di accompagnare la promulgazione della legge che istituisce la giornata nazionale del riciclo della carta con una lettera inviata ai presidenti delle Camere, richiamando l’attenzione sulla necessità di interrogarsi sulla proliferazione delle giornate nazionali, osserva policymakermag.it.
L’intervento del capo dello Stato non riguarda il merito specifico della giornata appena istituita, ma la tendenza generale del Parlamento a moltiplicare i riconoscimenti simbolici attraverso nuove ricorrenze nazionali. Come ricorda Mattarella, sono attualmente in vigore 51 giornate nazionali, di cui 36 istituite nelle ultime tre legislature e 20 solo in quella attuale. Di queste, almeno 31 sono state istituite con legge.
Il presidente sottolinea come una singola giornata possa apparire pienamente giustificata; tuttavia, l’accumulo di disposizioni analoghe finisce inevitabilmente per porre un problema di sistema. In particolare, Mattarella richiama l’attenzione sull’effettiva capacità delle istituzioni di dare seguito alle proprie decisioni: una giornata nazionale presuppone infatti iniziative educative, informative e culturali che, se ripetute in misura crescente nel corso dell’anno, rischiano di disperdere l’attenzione collettiva e di perdere efficacia.
Pur non ravvisando profili di contrasto con la Costituzione tali da impedire la promulgazione, il presidente ha ritenuto necessario evidenziare il tema nella sua funzione di garanzia, ricordando che non sempre la conformità formale alla Carta esaurisce la valutazione sulla qualità della legislazione. Una legge può essere costituzionalmente ineccepibile e al tempo stesso scarsamente utile, ridondante o difficile da attuare in modo adeguato.
In questo caso, Mattarella non ha esercitato la facoltà prevista dall’articolo 74 della Costituzione di chiedere una nuova deliberazione alle Camere, che si applica quando una legge presenta elementi di manifesta illegittimità costituzionale. Il richiamo riguarda invece la responsabilità politica e istituzionale del legislatore nel misurare l’opportunità e l’efficacia dei propri atti.
Il presidente richiama inoltre l’attenzione sul rapporto tra funzione legislativa e dimensione simbolica delle leggi. La Repubblica, osserva, riconosce pubblicamente eventi, memorie e valori attraverso il calendario civile, attribuendo a tali ricorrenze una funzione educativa e culturale. Tuttavia, quando il riconoscimento diventa una pratica seriale, il rischio è che esso perda progressivamente significato, trasformandosi da eccezione a regola.
Non si tratta, quindi, di negare il valore delle singole commemorazioni, ma di interrogarsi sull’adeguatezza dello strumento legislativo. In un sistema istituzionale fondato sull’equilibrio e sulla responsabilità reciproca tra gli organi dello Stato, il capo dello Stato richiama il Parlamento a esercitare una valutazione più rigorosa dell’impatto complessivo delle proprie scelte normative.
Il richiamo di Mattarella invita a distinguere tra il valore culturale di una causa e la necessità di tradurla necessariamente in una nuova giornata nazionale. Anche un riconoscimento pubblico può produrre conseguenze culturali e contribuire alla formazione della cittadinanza; tuttavia, quando il numero delle ricorrenze cresce senza un criterio chiaro, il rischio è che il riconoscimento perda la sua efficacia e che il calendario civile smetta di svolgere pienamente la sua funzione.