Il Marocco ha una prima ministra. Il 29 settembre 2026 re Mohammed VI ha nominato Fatima Ezzahra El Mansouri nuovo capo del governo, affidandole l’incarico di formare un esecutivo. È la prima volta nella storia del Paese che una donna viene chiamata a guidare il Consiglio dei ministri.

La nomina è avvenuta al Palazzo Reale di Rabat, dove la premier incaricata ha espresso gratitudine al sovrano e ha sottolineato il carattere di svolta della decisione. “Lavoreremo per proporre un governo all’altezza delle aspettative di Sua Maestà il Re e dell’insieme delle cittadine e dei cittadini”, ha dichiarato, definendo l’incarico un “momento storico” per il Paese.

El Mansouri ha annunciato che nei prossimi giorni avvierà le consultazioni con i partiti per costruire una nuova maggioranza e un programma di governo “realistico e concreto”. Tra le priorità indicate, risposte concrete alle aspettative dei giovani, un tema centrale nel discorso pronunciato dal re in occasione dell’apertura del Parlamento.

La nomina si inserisce nel quadro delineato dall’articolo 47 della Costituzione marocchina, che attribuisce al sovrano il potere di designare il capo del governo tra i membri del partito arrivato primo alle elezioni legislative. Il Pam, Partito Autenticità e Modernità, a cui appartiene El Mansouri, è la formazione politica indicata come riferimento per l’incarico.

La scelta assume un forte valore istituzionale, politico e simbolico. Sul piano istituzionale, l’incarico rappresenta uno dei passaggi più rilevanti del processo costituzionale marocchino; sul piano politico, segna un nuovo equilibrio all’interno del sistema dei partiti; su quello simbolico, introduce per la prima volta una donna alla guida dell’esecutivo, in linea con le riforme avviate sotto il regno di Mohammed VI.

Chi è Fatima Ezzahra El Mansouri

Nata a Marrakech il 3 gennaio 1976, El Mansouri ha costruito il proprio percorso tra formazione giuridica, amministrazione locale e responsabilità statali. Dopo la laurea in diritto privato presso l’Università Mohammed V di Rabat, ha conseguito un diploma in diritto dei contratti d’impresa all’Università di Montpellier e ha completato la formazione in diritto anglosassone alla Pace University, negli Stati Uniti.

La sua carriera politica inizia nel 2007 con il Movimento di tutti i democratici, esperienza che porterà alla nascita del Pam nel 2008. Nel 2009 diventa presidente del Consiglio comunale di Marrakech, incarico che ricopre fino al 2015 e che torna ad assumere nel 2021. Parallelamente, dal 2011 al 2016 e poi dal 2016 al 2021 è deputata al Parlamento, acquisendo esperienza legislativa e consolidando il proprio ruolo nel partito.

Tra il 2015 e il 2024 presiede il Consiglio nazionale del Pam, rafforzando il coordinamento interno e contribuendo alla strategia politica della formazione. Nel febbraio 2024 diventa coordinatrice della direzione collegiale del partito, posizione che la porta progressivamente al centro della leadership.

Dal 2021 al 2026 ricopre l’incarico di ministra dell’Assetto del territorio nazionale, dell’Urbanistica, dell’Edilizia abitativa e della Politica della città, portando avanti dossier legati alla pianificazione urbana, alle politiche abitative, al riequilibrio territoriale e allo sviluppo delle città.

Fonti