La manovra parte da Palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e i capi delegazione della maggioranza per fare il punto sull’iter del Documento programmatico di finanza pubblica (Dfpb), che ieri ha ricevuto il primo via libera dal Consiglio dei ministri.

Secondo fonti di maggioranza, riprese da formiche.net, in manovra ci sarà il taglio delle aliquote Irpef anche per i redditi fino a 60 mila euro, oltre a un ecobonus al 65%. Il governo punta anche a ottenere flessibilità nei conti pubblici a livello europeo.

Il quadro di partenza resta stretto. La lettera di Meloni alla Commissione europea, citata da formiche.net, indica un deficit al 3,4% nel 2027 e un Pil allo 0,8%, con rischi legati ai mercati e all’inflazione. In questo contesto, scrive la testata, “in queste condizioni, con lo spazio limitato concesso dalle regole sulla spesa, non si potranno aiutare famiglie e imprese senza misure restrittive”.

La riunione di oggi a Palazzo Chigi era stata anticipata da un vertice ristretto con Giorgetti, il vicepremier Matteo Salvini e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi. Il confronto è poi proseguito con il vicepremier Antonio Tajani e il capodelegazione Pd Francesco Boccia.

Al centro, anche la clausola Nec, riconducibile a un tesoretto di 14 miliardi, pari allo 0,6% del Pil, da utilizzare in tre anni. A questo si aggiunge uno scostamento di bilancio per investimenti in energia e Difesa, stimato attorno allo 0,3%.

Il contesto europeo, ricorda formiche.net, resta complesso. Lo spread Btp/Bund ha superato i 120 punti base e la situazione economica in Francia viene considerata critica. Istat ha comunicato il 22 settembre che l’Italia non può uscire dalla procedura per deficit eccessivo.

La manovra, nei piani del governo, è un passo verso le prossime elezioni, con un approccio di continuità rispetto agli anni precedenti.

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