“Se c’è un cambiamento, è questo: conta meno quanto è lunga la rubrica, e molto di più la capacità di costruire un percorso che regga anche quando cambiano gli interlocutori”. A parlare è Sara Vinciguerra, head of Italy Corporate Affairs di Boehringer Ingelheim, in un’intervista a formiche.net del 26 ottobre 2026.

Dopo ventiquattro anni nelle relazioni istituzionali, Vinciguerra osserva come il lobbying in Italia sia profondamente cambiato: dalle relazioni tra persone al contributo concreto alle decisioni pubbliche. Oggi, spiega, il processo decisionale è più complesso e richiede competenze, evidenze e proposte che possano generare valore per il Paese.

Vinciguerra sottolinea che la capacità di leggere il contesto, costruire proposte e comprendere le conseguenze delle decisioni è diventata centrale. La relazione, aggiunge, non è il traguardo: serve ad ascoltare, comprendere le priorità delle istituzioni e trovare un terreno comune.

Nel settore farmaceutico, l’obiettivo non è solo rappresentare un interesse immediato, ma contribuire a costruire ricerca, investimenti e accesso all’innovazione nel tempo. In questo scenario, conclude Vinciguerra, conta sempre meno la lunghezza della rubrica e sempre di più la capacità di costruire un percorso che regga anche quando cambiano gli interlocutori.

Negli ultimi anni il linguaggio del settore è cambiato, passando da “relazioni istituzionali” a “public affairs” e “advocacy”. Secondo Vinciguerra, questo riflette una maggiore consapevolezza del ruolo e delle sue conseguenze sul business. Oggi l’impatto della geopolitica rende evidente il valore di una funzione capace di collegare le scelte dell’impresa al contesto in cui opera. Tuttavia, osserva, i termini non sono sinonimi perfetti: rappresentano dimensioni diverse e complementari nel confronto sulle decisioni pubbliche.

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