Dopo Tripoli e Bengasi, l’attenzione si sposta su Misurata. La città portuale libica ha ospitato il Forum imprenditoriale e degli investimenti libico-italiano, organizzato dalla Camera di commercio italo-libica, dall’Ambasciata d’Italia a Tripoli, da Unioncamere e da Misurata Free Zone. Circa 60 imprese italiane e 250 imprese libiche si sono incontrate per capire come rendere più concreti gli accordi tra i due Paesi.

Il messaggio è stato chiaro: non basta parlare di rapporti tra governi e aziende. Servono collegamenti tra porti, strade, imprese e competenze. Misurata, con il suo porto e la sua zona franca, è stata indicata come un punto chiave per costruire questa rete. Il progetto punta a trasformare la posizione geografica della Libia in un’occasione economica concreta, creando sviluppo sia nel Paese sia in tutta la regione.


Nicola Colicchi, presidente della Camera di commercio italo-libica, ha sottolineato che la Libia non è solo un Paese con una posizione strategica, ma una vera possibilità di sviluppo e prosperità per l’Italia. Ha proposto di aprire un ufficio permanente della Camera di commercio italo-libica a Misurata per assistere le aziende italiane, sottolineando che Italia e Libia possono crescere insieme.


L’ambasciatore d’Italia a Tripoli, Gianluca Alberini, ha spiegato perché Misurata è così importante. La città potrebbe diventare un “hub logistico trans-continentale”, un punto di collegamento tra l’Italia e l’Europa da una parte, e l’Africa dall’altra. Il Piano Mattei, che punta a costruire itinerari commerciali tra Italia e Africa, trova a Misurata un passaggio chiave. Alberini ha anche ricordato l’impegno dell’ambasciata e del consolato generale a Bengasi per facilitare i visti agli operatori economici libici e far lavorare insieme imprese italiane e libiche. Inoltre, si sta lavorando per estendere i collegamenti aerei diretti a Misurata, per rendere più facili gli scambi economici.

Il forum ha anche guardato al Sahel, una regione che può collegare le infrastrutture libiche ai mercati africani. Questo rafforza la strategia dell’Italia, che vede nella Libia non solo un partner energetico, ma un centro logistico per l’intera Africa.

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