Il disegno di legge sull'antisemitismo ha agitato il centrosinistra. Il testo, approvato al Senato lo scorso marzo e in discussione alla Camera, ha creato tensioni nel Partito Democratico, che sono esplose dopo l'annuncio della segretaria Elly Schlein di votare contro il provvedimento. Al centro delle perplessità c'è la definizione di antisemitismo adottata nel testo.
Il contenuto del disegno di legge
Il provvedimento è nato su iniziativa del capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, ed è stato poi sottoscritto da esponenti di altri partiti, tra cui Maurizio Gasparri di Forza Italia, Ivan Scalfarotto di Italia Viva e Graziano Delrio del PD. L'obiettivo dichiarato è definire meglio le condotte che il governo italiano ha già adottato dal 2020 per contrastare l'antisemitismo.
Durante l'esame al Senato erano state presentate proposte di modifica che avevano creato divisioni: Gasparri aveva proposto sanzioni penali per chi compie atti discriminatori contro gli ebrei, mentre Scalfarotto aveva chiesto di dare facoltà alle prefetture di impedire cortei ed eventi pubblici in presenza di indizi di antisemitismo. Entrambe le proposte sono state poi ritirate per favorire una convergenza su un testo simbolico contro le aggressioni agli ebrei in Europa.
La definizione di antisemitismo
Le polemiche si sono concentrate sulla definizione di antisemitismo. Dal dicembre 2025 la proposta di legge prevede che l'antisemitismo sia "una determinata percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti". Secondo il testo, le manifestazioni di antisemitismo possono essere dirette verso persone ebree e non ebree, beni, istituzioni comunitarie e luoghi di culto ebraici.
La definizione è stata criticata per la sua estensione, considerata da alcuni esponenti del PD e dell'opposizione troppo ampia e tale da limitare la libertà di critica verso il governo e le istituzioni israeliane. La definizione adottata è quella dell'International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), organizzazione intergovernativa con 35 Stati membri fondata nel 1998. La definizione è stata approvata nel corso di una riunione plenaria a Bucarest, in Romania.
Per chiarire il significato della definizione, l'IHRA ha fornito undici esempi di comportamenti considerati antisemitici.