Il 28 ottobre 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di bilancio, cioè la legge che stabilisce come saranno spesi e incassati i soldi dello Stato nel 2027. Il Parlamento dovrà approvarla entro il 31 dicembre.
Il ritardo rispetto alla scadenza tipica del 20 ottobre è stato compensato dall'anticipo di altre leggi di spesa che sono state già presentate al Parlamento. Alla conferenza stampa hanno partecipato, oltre alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i due vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e il viceministro dell'Economia Maurizio Leo.
La legge di bilancio vale complessivamente 26 miliardi di euro, ma gran parte di questi soldi è già destinata a investimenti in energia e difesa secondo le regole europee, quindi non può essere spesa liberamente dal governo. Per questo e altri motivi tecnici questa legge di bilancio è stata considerata una tra le più modeste di sempre.
È importante ricordare che la legge di bilancio non rappresenta l'intera spesa pubblica di uno Stato: rappresenta solo le misure aggiuntive che il governo propone per l'anno successivo. In altre parole, se la spesa pubblica totale di uno Stato è paragonabile al costo di un'automobile, la legge di bilancio è più simile al costo dei nuovi optional che si decide di aggiungere all'auto per un determinato anno.
Questa legge di bilancio è anche l'ultima prima delle elezioni del 2027, il che la rende politicamente rilevante. Le misure previste sono finanziate con un mix di aumenti di tasse, riduzioni di spesa e indebitamento. Per questo motivo la legge di bilancio è anche chiamata "manovra finanziaria" o semplicemente "manovra". Il termine "manovra" non si riferisce a un'operazione di guida, ma a un'operazione di aggiustamento della spesa e delle entrate dello Stato.
La misura di spesa più importante è una nuova riduzione dell'IRPEF, l'imposta sui redditi delle persone fisiche. Viene aumentata da 50.000 a 55.000 euro la soglia che separa il penultimo scaglione dal più alto, riducendo così l'aliquota per i redditi che rientrano in questa fascia. L'IRPEF ha attualmente tre aliquote: 23% fino a 28.000 euro, 33% tra 28.000 e 50.000 euro e 43% oltre i 50.000 euro. Il beneficio massimo, per i redditi tra i 50.000 e i 55.000 euro, è stimato in circa 500 euro all'anno.