La Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la nuova legge elettorale, chiamata "Stabilicum", con 227 voti favorevoli e 164 contrari, su un totale di 391 presenti. La maggioranza necessaria era di 196 voti. Il testo, fortemente voluto dal governo Meloni, conclude un percorso iniziato nell'estate del 2025 e sarà probabilmente utilizzato per votare già nel 2027, verosimilmente in primavera.
Il voto su alcuni emendamenti era stato a scrutinio segreto, e a metà luglio la maggioranza era già stata battuta su una proposta relativa alle "preferenze", il voto diretto per i singoli candidati, poi inserite in forma attenuata nella legge. Il governo aveva reagito con durezza: Giorgia Meloni aveva avvertito che la caduta della legge avrebbe portato direttamente allo scioglimento delle Camere e ad elezioni anticipate. Per molti parlamentari, significherebbe perdere l'accesso alla pensione parlamentare, per la quale servono almeno 4 anni, 6 mesi e un giorno di servizio, traguardo che non sarebbe raggiunto con un voto anticipato.
La legge era stata già approvata dal Senato a metà settembre, senza voto segreto. Il "Stabilicum" è un sistema in gran parte proporzionale, con un premio di maggioranza che assegna 70 deputati e 35 senatori in più alla coalizione che ottiene almeno il 42% dei voti, fino a un massimo di 220 deputati e 113 senatori. La soglia di sbarramento è al 3% per i partiti e al 10% per le coalizioni, con un ripescaggio per la prima lista sotto il 3%.
Resta il dubbio, sollevato da molti esperti, su quanto la legge garantisca davvero stabilità e alleanze di governo durature.