Il 18 ottobre 2024, la Guida generale ad interim dei Fratelli Musulmani, Mahmoud Hussein, ha diffuso un comunicato ufficiale in cui celebra il capo di Hamas ucciso, Yahya Sinwar, definendolo “the leader of the glorious epic of October 7”. Il testo, pubblicato sul sito ufficiale in inglese della Confraternita e disponibile anche in arabo, lo colloca simbolicamente accanto a figure storiche del movimento islamista e di Hamas come al-Banna, Yassin, Rantissi, Morsi e Haniyeh, in un pantheon della lotta islamica. La lingua araba è ancora più esplicita: Sinwar è descritto come “قائد ملحمة السابع من أكتوبر المجيدة”, letteralmente il leader della gloriosa epopea del 7 ottobre.
Non si tratta di un volantino o di una fuga in avanti di una sezione locale, ma di una presa di posizione ufficiale della massima autorità dirigente della Fratellanza globale. Non prova che la Confraternita sia stata coinvolta o abbia avuto un ruolo nell’attacco del 7 ottobre, ma dimostra che la sua leadership globale sceglie oggi di celebrarlo apertamente come una “gloriosa epopea”. È una scelta politica, ideologica e retorica precisa, che parla direttamente alla base del movimento islamista internazionale.
Per questo il comunicato di Hussein non può più essere derubricato a una semplice interpretazione o a una lettura selettiva. Le parole sono state scritte, approvate e diffuse dalla leadership dei Fratelli. Se qualcuno in Europa continua a sostenere che la Fratellanza non ha nulla a che vedere con il 7 ottobre, dovrà spiegare perché la sua Guida mondiale lo celebra come una gloriosa epopea e perché il capo di Hamas responsabile dell’attacco viene indicato come il suo leader.
Non è una prova giudiziaria, ma è una svolta politica che va presa sul serio. Le indagini nazionali ed europee dovranno accertare se esistano legami finanziari, logistici o operativi tra la Fratellanza e gli autori della strage. Ma sul piano politico e ideologico, oggi abbiamo una prova pubblica: la Confraternita internazionale ha scelto di celebrare, con parole proprie, la strage del 7 ottobre come una “epica gloriosa” e di consacrare il suo comandante come leader di quella epopea.
E non è un caso isolato. La Fratellanza siriana e il Pjd marocchino avevano già celebrato Sinwar come “martire” e “grande leader nazionale”. Il comunicato di Hussein conferma che non si trattava di episodi periferici, ma di una linea che parte dalla leadership centrale della Confraternita.
Il Parlamento europeo, il 8 ottobre, ha approvato una risoluzione con 381 voti favorevoli, 167 contrari e 15 astensioni, che invita a una strategia europea contro l’“Islamist entryism” e a valutare l’inserimento della Fratellanza nella lista europea delle organizzazioni terroristiche. La proposta, promossa dal Partito Popolare Europeo (Ppe), riflette le divisioni tra gli Stati membri sulla Fratellanza, con l’Austria favorevole e la Germania contraria. Il commissario Magnus Brunner ha sottolineato che un eventuale inserimento nella lista nera richiede solide basi giuridiche e prove accertate, come riporta Arab News.
La domanda non è più se i Fratelli Musulmani abbiano eseguito l’attacco del 7 ottobre. La domanda è quanto quella “gloriosa epopea del 7 ottobre” venga oggi celebrata, legittimata e santificata dagli affiliati, dai simpatizzanti e dall’universo politico, religioso e culturale che ruota intorno alla Fratellanza e al fondamentalismo islamista nel suo insieme.