Le crisi nello Stretto di Hormuz e nel Mar Rosso stanno accelerando la riconfigurazione delle rotte commerciali globali e rendendo più centrale il ruolo delle amministrazioni doganali nella sicurezza economica e nelle catene di approvvigionamento. È il tema emerso il 30 ottobre 2026 a Roma, nell’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati, durante la conferenza internazionale “Crisi di Hormuz e le nuove rotte del commercio eurasiatico. Sfide e opportunità per le politiche doganali”, organizzata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), Confindustria, Il Sole 24 Ore, ISPI e SRM, il centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo.
Secondo gli organizzatori, l’iniziativa intende rafforzare la cooperazione doganale internazionale, sostenere la competitività delle imprese e rendere più resilienti le catene logistiche in un contesto geopolitico che ha modificato le direttrici del commercio tra Europa e Asia.
Ad aprire i lavori è stato il direttore dell’ADM Roberto Alesse, al quale hanno fatto seguito gli interventi del ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, in videomessaggio, e dei viceministri agli Affari esteri e alla Cooperazione internazionale Edmondo Cirielli e alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi. Il presidente della Camera Lorenzo Fontana è intervenuto con un messaggio letto ai partecipanti.
All’incontro hanno partecipato anche il direttore generale della DG TAXUD della Commissione europea Gerassimos Thomas, il Deputy Executive Assistant Commissioner della US Customs and Border Protection Judson Murdock e il direttore esecutivo dell’Autorità dell’Unione doganale del Consiglio di Cooperazione del Golfo Suleiman bin Masoud Al-Ghafri, insieme ai vertici doganali di Irlanda, Turchia, Tunisia, Grecia, Germania, Paesi Bassi, Emirati Arabi Uniti e Bahrain.
Nel suo intervento, Alesse ha ricordato che la crisi di Hormuz ha accelerato la ricerca di itinerari alternativi e reso ancora più rilevante il ruolo della prevedibilità degli scambi, in un contesto segnato anche dalla crescita dell’e-commerce e dall’evoluzione delle procedure doganali digitali. Secondo il direttore dell’ADM, la qualità delle procedure doganali è parte integrante della qualità complessiva di una rotta commerciale.
L’evento ha collegato le nuove rotte del commercio eurasiatico agli sviluppi geopolitici nell’area del Golfo e del Mar Rosso, evidenziando come il sistema doganale non sia solo un elemento tecnico ma anche un fattore di sicurezza economica, capace di incidere sulla resilienza delle catene di approvvigionamento e sulla competitività degli Stati.
Le amministrazioni doganali, ha concluso Alesse, sono chiamate a rafforzare la cooperazione internazionale per rendere i percorsi alternativi più sicuri e prevedibili, in una fase in cui l’aumento dei costi logistici e assicurativi rende ancora più rilevante la capacità di garantire continuità e affidabilità agli scambi.
La conferenza si inserisce nel quadro delle iniziative istituzionali che collegano la sicurezza economica alla cooperazione diplomatica e infrastrutturale, in un momento in cui le crisi internazionali stanno ridefinendo le rotte commerciali e il ruolo strategico delle dogane nelle politiche economiche nazionali e internazionali.