La sfida tra Roberto Vannacci e Marco Rizzo si sposta sul terreno dell'economia. Dopo settimane di annunci di fuoriuscite e passaggi da Futuro Nazionale a Italia Domani, il leader del partito di Rizzo ha deciso di attaccare direttamente l'ex generale sul nodo che considera il punto debole della sua proposta politica: le posizioni troppo vicine, a suo giudizio, all'impostazione economica dell'establishment europeo.
In un'intervista a Politon, Rizzo sostiene che il problema di Vannacci non sia solo una questione di gestione del partito o di difficoltà organizzative, ma di linea politica. "Mi piacerebbe spiegargli che, parlando di economia, non si può somigliare a Monti. Questo è uno dei motivi per cui la sua classe dirigente si allontana da lui", afferma il segretario di Italia Domani.
Il riferimento è a diverse dichiarazioni nelle quali Vannacci ha sostenuto la necessità di rispettare i parametri economici e finanziari per non scaricare il peso del debito pubblico sulle nuove generazioni. Una posizione che, secondo Rizzo, rischia di allinearsi a quella dell'ortodossia europea.
"Sull'economia Vannacci ha detto che non possiamo neanche scostarci troppo da quelli che sono i parametri perché poi il debito qualcuno lo paga, i giovani. Sono parole che potrebbero dire Monti o Draghi", afferma Rizzo, che aggiunge: "Non puoi fare il patriota, richiamarti alla bandiera e poi nei fatti non mettere in discussione i parametri e i vincoli dell'Unione Europea".
L'attacco arriva in un momento delicato per Futuro Nazionale. Nelle ultime settimane Rizzo ha annunciato una serie di ingressi nel suo partito provenienti dalle strutture territoriali vicine a Vannacci. I passaggi riguarderebbero, secondo le dichiarazioni di Italia Domani, militanti e dirigenti di Sardegna, Piemonte e Campania.
In particolare, in Sardegna i referenti dell'organizzazione giovanile di Futuro Nazionale e del movimento culturale Futuro in Movimento avrebbero deciso di aderire al progetto di Rizzo, parlando di un presunto passaggio di circa 500 tesserati a Italia Domani.
In Piemonte, invece, il coordinatore regionale di Futuro Nazionale avrebbe lasciato l'incarico per aderire a Italia Domani. In provincia di Cuneo, secondo quanto riferito dal partito di Rizzo, tredici referenti di comitati avrebbero annunciato la sospensione dall'organizzazione e circa 550 iscritti sarebbero interessati a seguire il nuovo progetto politico.
Infine, in Campania, la responsabile regionale di Futuro Nazionale avrebbe comunicato insieme ad altri dirigenti la decisione di lasciare il movimento per confluire in Italia Domani. Anche in questo caso Rizzo parla di un gruppo di circa 800 iscritti intenzionati a seguire il nuovo percorso politico.
Secondo il leader di Italia Domani, il motivo di queste fuoriuscite non sarebbe soltanto organizzativo. "Anche per questo scappano da lui e vengono da noi. I patrioti veri vogliono una forza autenticamente anti-UE e in grado di avere un programma economico di cambiamento concreto", sostiene Rizzo, secondo il quale il suo partito starebbe crescendo in modo significativo e potrebbe avvicinarsi ai diecimila tesserati.
La disputa tra i due leader assume così una dimensione più strutturale. Non è più soltanto una competizione tra simboli e leadership, ma uno scontro sul programma economico e sulla credibilità politica di rappresentare l'elettorato sovranista critico verso Bruxelles.
Rizzo cerca di trasformare il malcontento interno a Futuro Nazionale in un vantaggio politico per Italia Domani. Il prossimo banco di prova sarà verificare quanti degli iscritti annunciati completeranno effettivamente il passaggio e quanto il partito riuscirà a consolidare una struttura territoriale competitiva. Per ora, però, il segretario comunista ha individuato in Vannacci il principale concorrente nello spazio elettorale che entrambi vogliono contendere.