La Francia tira un sospiro di sollievo, ma la tempesta finanziaria tutt’altro che finita. Moody’s, l’agenzia di rating americana, ha confermato il rating sovrano di Parigi a Aa3, lasciando però invariato l’outlook negativo. Una decisione che offre un breve sollievo al governo, mentre i mercati restano sotto pressione e il costo del debito continua a pesare su un’economia già scossa da tensioni sociali e politiche.
Secondo quanto riportato da Bloomberg, la decisione di Moody’s arriva in un momento delicato per la Francia, con lo spread tra i titoli di Stato francesi (Oat) e i bund tedeschi che resta ancora elevato, intorno ai 170 punti base, segnale di una pressione persistente sul mercato obbligazionario. Il ministero delle Finanze francese ha accolto positivamente la scelta dell’agenzia, sottolineando l’importanza di proseguire con il consolidamento fiscale.
Il governo punta infatti a ridurre il deficit al 5% del PIL nel 2027, rispetto al 5,4% previsto per il 2026. Tuttavia, le previsioni della Commissione europea indicano un percorso più difficile: il deficit francese è stimato al 5,1% del PIL nel 2026 e al 5,7% nel 2027 a politiche invariate. Anche il debito pubblico è previsto in aumento, dal 115,6% del PIL nel 2025 al 120,2% nel 2027.
Il ministro dell’Interno Sebastien Lecornu ha commentato positivamente la decisione di Moody’s, affermando che “smentisce le previsioni di declino” di “coloro che speculano sul debito francese.” Ha aggiunto che il governo continuerà a lavorare per ridurre il deficit e rafforzare la crescita economica.
In un’intervista a Repubblica, l’economista della Bocconi Daniel Gros ha ridimensionato i parallelismi con le crisi passate: “La Francia non è la Grecia. E comunque, l’economia di Parigi non è poi messa così male. Anzi, cresce più di quella tedesca,” ha detto, precisando che il problema principale è “un sistema politico paralizzato”. Secondo Gros, il debito francese è elevato ma non fuori controllo, mentre il vero nodo resta la capacità del governo di attuare riforme strutturali.
La conferma del rating da parte di Moody’s offre quindi un momentaneo sollievo al governo francese, ma non cancella i dubbi dei mercati sulla sostenibilità dei conti pubblici. La pressione resta alta e Parigi dovrà dimostrare nei prossimi mesi di saper mantenere gli impegni di risanamento fiscale in un contesto di forte incertezza economica.