L'83° anniversario della morte di Norma Cossetto, studentessa istriana uccisa nell’ottobre del 1943 durante la prima fase delle violenze e degli infoibamenti che seguirono l’8 settembre, è stato ricordato oggi dall’assessore alla Cultura, Pari Opportunità, Politiche giovanili e della Famiglia e Servizio civile della Regione Lazio, Simona Baldassarre.
«Oggi ricordiamo Norma Cossetto, una giovane studentessa di 23 anni con sogni, affetti e un futuro da costruire, vittima di una violenza atroce. Onorare la sua memoria, oggi, contribuisce a quella pacificazione nazionale auspicata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella», ha dichiarato Baldassarre.
Norma Cossetto nacque il 17 maggio 1920 a Santa Domenica di Visinada, oggi Labinci, in Croazia, all’epoca territorio italiano. Nel 1939 si iscrisse alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Padova, dove stava completando il percorso di laurea con una tesi dedicata all’Istria.
Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, durante le prime settimane di occupazione jugoslava, fu arrestata da un gruppo di partigiani e trasferita in diverse località della provincia di Pola. Secondo le ricostruzioni storiche, venne sottoposta a sevizie e violenze sessuali prima di essere uccisa e gettata nella foiba di Villa Surani nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943. Il suo corpo fu recuperato nel dicembre dello stesso anno dai vigili del fuoco di Pola.
«Restituire dignità alla storia di Norma e delle vittime delle foibe, troppo a lungo segnate da silenzi e rimozioni, è un dovere delle istituzioni», ha proseguito l’assessore. «Significa soprattutto trasmettere questa memoria alle nuove generazioni, attraverso la conoscenza e il confronto. Il rispetto della vita, della libertà e della dignità di ogni persona deve guidare ogni giorno il nostro impegno».
Alla memoria di Cossetto è stata conferita nel 2005 la Medaglia d’oro al merito civile dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Il riconoscimento, consegnato alla sorella Licia durante le celebrazioni del Giorno del Ricordo, è stato accompagnato da una motivazione che ne ricorda il percorso accademico e la tragica vicenda, definendola «fulgido esempio di coraggio e amor patrio».
Il Giorno del Ricordo, istituito con la legge 30 marzo 2004, n. 92, viene celebrato il 10 febbraio per conservare e rinnovare la memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo delle popolazioni istriane, fiumane e dalmate nel secondo dopoguerra.