La Festa del Cinema di Roma conferma il suo peso non solo sul piano culturale ma anche su quello turistico. A sottolinearlo è il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, intervenuto all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone in occasione della ventunesima edizione della rassegna cinematografica, in programma nella Capitale dal 13 al 25 ottobre 2026.

«Oggi è fondamentale per il turismo essere qui presenti perché questi sono eventi importantissimi. Fanno parte sia del turismo culturale che del turismo dei grandi eventi», ha dichiarato il ministro, evidenziando il ruolo della manifestazione nell’attrarre visitatori dall’Italia e dall’estero.

Secondo i dati illustrati da Mazzi, la Festa del Cinema registra numeri significativi: «Ne parlavo prima con il presidente della Fondazione Cinema per Roma, Salvo Nastasi, mi ha detto che ci sono 150 film, 55 nazioni rappresentate». A questi elementi si aggiungono le stime legate all’afflusso di pubblico: «Io aggiungo che ci saranno 116.500 partecipanti, una partecipazione del 63% straniera».

Il ministro ha inoltre sottolineato l’impatto sul comparto ricettivo della Capitale: «C’è un dato che nel turismo è importantissimo, che si chiama il tasso di saturazione, tasso di occupazione. Roma e provincia ha un tasso del 68%, che è un incremento del 2,5% rispetto al 2025». Un risultato che, secondo Mazzi, conferma la rilevanza della manifestazione anche dal punto di vista economico e dell’ospitalità.

Tra i principali mercati di provenienza dei visitatori figurano Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania e Francia, ulteriori indicatori dell’attrattività internazionale dell’evento.

«È sicuramente una manifestazione di grandissimo successo, turismo di qualità», ha concluso il titolare del Turismo, ribadendo il valore strategico della rassegna per il settore.

Nel corso della visita all’Auditorium, Mazzi ha inoltre risposto a una domanda sul suo film del cuore: «Qualcuno volò sul nido del cuculo di Miloš Forman. Era un film straordinario. Jack Nicholson era meraviglioso», ha commentato, ricordando come l’opera abbia segnato la sua esperienza personale nel mondo del cinema.