Trentadue Paesi hanno accusato l'Iran di essere coinvolto nell'incidente del 27 settembre a Fairford, nel Regno Unito. Nella dichiarazione, pubblicata dal governo britannico, si accusa il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) di utilizzare "reti clandestine e intermediari" per minacciare la sicurezza internazionale, e si invitano tutti i Paesi a proscrivere l'IRGC come organizzazione terroristica.

La dichiarazione è firmata da 32 ministri degli Esteri, tra cui quelli di Stati Uniti, Germania, Francia, Australia e Italia.

Il premier britannico Andy Burnham, che ha presieduto una riunione del COBR, ha dichiarato che l'incidente di Fairford è stato "con alta probabilità" coordinato in Iran e "quasi certamente" diretto dai Guardiani della Rivoluzione. Burnham ha annunciato nuove misure per ridurre la capacità dell'Iran e dell'IRGC di condurre operazioni nel Regno Unito.

Il Foreign Office ha inoltre convocato l'ambasciatore iraniano e imposto sanzioni contro due cittadini iraniani: Ruhollah Bazghandi, responsabile delle operazioni di controspionaggio dell'IRGC, e Shahram Ali Reza Tamarzadeh Jakki, facilitatore della rete criminale Zindashti, coinvolto in complotti contro dissidenti iraniani.

Un dossier di giugno, firmato da 24 Paesi tra cui l'Italia, aveva già denunciato le minacce degli apparati di sicurezza iraniani, accusati di promuovere complotti contro dissidenti, giornalisti e comunità ebraiche e israeliane. La dichiarazione faceva riferimento anche a HAYI (Harakat Ashab al-Yamin al-Islamiya), gruppo che ha rivendicato attacchi in Europa.

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