Il 10 ottobre 2026, la Cina ha avuto accesso a componenti dell’F-35. La notizia è stata riportata da Bloomberg e ripresa da formiche.net. Si tratta del tettuccio della cabina di pilotaggio e del portello della stiva armi. Secondo la fonte, i pezzi erano stati programmati per lasciare l’Australia, fare scalo in Corea del Sud e Taiwan, per poi raggiungere gli Stati Uniti per essere riparati o smaltiti. La procedura rispettava la normativa International Traffic in Arms Regulations, che vieta il transito dei materiali in alcuni Paesi. Tuttavia, la rotta è cambiata, passando per Hong Kong, un Paese a rischio.

Secondo Bloomberg, l’errore è stato causato da un agente di UPS che non ha letto una mail da parte del freight forwarder DSV, che avvertiva del divieto di transito. Inoltre, DSV potrebbe aver utilizzato un sistema informatico diverso da quello di UPS. Lockheed Martin e il Pentagono hanno tentato di minimizzare l’incidente, sottolineando che i pezzi erano danneggiati e che il loro valore per l’intelligence era limitato. Tuttavia, il rivestimento radar-assorbente, un elemento chiave per la bassa osservabilità dell’F-35, potrebbe essere stato studiato dai tecnici cinesi. La Cina ha reagito con ironia: il ministero degli Esteri ha dichiarato di non sapere di quali parti si stesse parlando. Negli Stati Uniti, sono state avviate indagini e richieste di revisione della catena di approvvigionamento del programma F-35, che coinvolge una rete di partner, tra cui l’Italia. Nel 2008, il Pentagono aveva ammesso un errore simile, quando nel 2006 aveva spedito a Taiwan ogive per missili balistici invece di batterie per elicotteri.

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