A cinque anni dallo scoppio della guerra in Ucraina, l’opinione pubblica europea mostra segni di stanchezza rispetto alla linea di rottura energetica con Mosca. Secondo l’ultimo sondaggio Euroscope realizzato da Polling Europe, il 62% degli intervistati nei 27 Paesi dell’Unione si dichiara favorevole a tornare ad acquistare gas russo, seppur con forti differenze tra chi pone la condizione della fine del conflitto (32%) e chi sarebbe disposto a riaprire i rubinetti anche durante la guerra (30%). Solo il 25% resta contrario.
L’indagine, condotta tra il 21 e il 30 settembre 2026 su un campione di 5.067 cittadini maggiorenni rappresentativo per età e genere, con focus approfonditi su Germania, Francia, Italia, Spagna e Polonia, fotografa una progressiva normalizzazione dell’opzione energetica russa nel discorso pubblico europeo.
Il dato più netto emerge in Italia, dove il 69% degli intervistati si dice favorevole a un ritorno del gas russo, con il 38% pronto ad accettare la ripresa delle forniture anche senza la fine della guerra. Seguono Spagna (65%) e Germania (63%). Più cauta la Francia, dove il fronte favorevole si ferma al 48%, con una quota di indecisi (22%) superiore alla media europea. In Polonia, il Paese più esposto al fronte orientale, la maggioranza relativa resta contraria (35%), il valore più alto registrato nel campione.
Il sondaggio scompone il dato anche lungo le linee politiche, evidenziando come l’orientamento a favore del gas russo sia trasversale ma più marcato tra gli elettori di Europa delle nazioni sovrane (Esn), la famiglia politica che riunisce le principali forze sovraniste e di destra radicale del continente. Tra questi, l’84% si dichiara favorevole alla riapertura delle importazioni, con il 60% pronto a riprenderle senza attendere la pace. Quote superiori alla media si registrano anche tra gli elettori di Sinistra, Patrioti ed Ecr, mentre tra gli elettorati del Ppe e di Renew la maggioranza resta comunque favorevole, rispettivamente con il 61% e il 63%. Gli elettori dei Verdi sono invece i più contrari, con il 36%.
Il quadro che emerge suggerisce un cambiamento di percezione dell’opinione pubblica europea: la crisi energetica, l’aumento dei costi e la situazione economica post-2022 sembrano aver contribuito a rendere più pragmatica e meno ideologica la posizione dei cittadini sulla questione energetica. In questo contesto, l’idea di un ritorno al gas russo non è più confinata ai margini del sistema politico, ma attraversa anche l’elettorato delle forze che sostengono la Commissione.