Un volo Flydubai diretto a Tel Aviv ha rischiato di trasformarsi in una tragedia il 30 settembre scorso, quando il copilota avrebbe aggredito il comandante provocando una drammatica perdita di quota. L’aereo, partito da Dubai alle 7:05 ora di Dubai, avrebbe perso oltre 14 mila piedi in meno di trenta secondi alle 8:22 ora saudita e israeliana, prima di riprendere quota e stabilizzarsi.
Secondo quanto ricostruito dalla stampa israeliana, il copilota, di origine omanita, avrebbe attaccato il comandante accoltellandolo e provocando una lotta in cabina durante la picchiata. Le autorità israeliane avrebbero valutato l’accaduto come un tentato attentato, con un alto funzionario citato da Ynet che avrebbe parlato di un “11 settembre” sventato. Tuttavia, il motivo del gesto resta ancora incerto.
Le testimonianze dei passeggeri raccontano di urla e sangue, con il comandante e il copilota successivamente ricoverati in ospedale. A bordo erano presenti 174 persone, tra cui 27 bambini. Un secondo equipaggio di piloti sarebbe riuscito a intervenire, coadiuvato da un addetto alla sicurezza sotto copertura e da alcuni passeggeri israeliani, costringendo il copilota fuori dalla cabina e riprendendo il controllo dell’aereo.
L’aereo ha poi trasmesso i codici di emergenza 7700 e 7500, rispettivamente per emergenza generale e interferenza illecita, prima di atterrare in sicurezza a Tabuk, in Arabia Saudita, alle 9:45.
Restano diversi punti da chiarire. La nazionalità del comandante è stata riportata in modo incerto, con fonti che lo indicano come emiratino o indiano. Il motivo del tentato attentato non è stato ancora chiarito: alcune fonti suggeriscono un movente psichico, mentre altre ipotizzano un possibile fondamentalismo. L’Oman non ha relazioni diplomatiche con Israele e non ha aderito agli Accordi di Abramo, pur non essendo considerato un Paese ostile; nel febbraio 2023 ha aperto il proprio spazio aereo a tutti i vettori civili, senza menzionare Israele, legando la decisione ai progressi sulla questione palestinese.
La Reuters ha confermato la colluttazione in cabina, senza però riportare dettagli sulla nazionalità dei piloti o sulla matrice terroristica.