L'Europa è più pronta a difendersi? È questa la domanda che guida il primo Annual defence readiness report, il documento con cui l'Agenzia europea per la difesa (Eda) fotografa lo stato della preparazione militare dell'Unione europea e indica la strada verso la Defence readiness 2030. Per capire cosa emerge davvero dai dati e quali siano le sfide politiche che attendono l'Europa, formiche.net ne ha discusso con Stefano Cont, direttore della divisione Capacità, armamento e pianificazione dell'Eda.

Il rapporto evidenzia segnali incoraggianti: le spese per la difesa continuano a crescere e gli Stati membri stanno sviluppando nuove capacità, mentre la cooperazione si rafforza e la frammentazione si riduce. Tuttavia, trasformare gli investimenti in capacità operative e interoperabili resta una delle principali sfide.

Un aumento della spesa che deve trasformarsi in capacità operativa

Secondo Cont, l'aumento della spesa per la difesa è un segnale positivo, ma non sufficiente: "La questione non è soltanto quanto spendiamo, ma come trasformiamo queste risorse in capacità effettive". Nel 2025 la spesa europea per la difesa ha raggiunto i 418 miliardi di euro, pari al 2,2% del PIL dell'UE, un livello destinato a salire fino a 547 miliardi entro il 2029.

L'investimento ha già prodotto risultati concreti, ma una parte significativa avviene ancora su base nazionale: la cooperazione tra Stati membri non ha ancora raggiunto i livelli auspicabili. Questo significa che una quota importante della spesa non si traduce immediatamente in capacità operative e interoperabili.

Cooperazione europea: una necessità, non un'opzione

Cont sottolinea che la cooperazione è indispensabile soprattutto nei settori più complessi e costosi, come il trasporto strategico, l'air-to-air refuelling, le capacità spaziali, il comando e controllo integrato, il C4Istar e le architetture per la difesa integrata antimissile. Questi ambiti richiedono risorse che pochi Paesi possono sostenere autonomamente, rendendo la collaborazione europea una necessità strategica.

La Commissione Europea dispone di strumenti per promuovere una maggiore cooperazione, dalla ricerca e sviluppo al procurement e allo sviluppo industriale. Tuttavia, la cooperazione non è ancora sufficientemente diffusa per trasformare gli investimenti in capacità operative concrete.

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