L’analisi del volume “Far-Right Parties in EU Coalition Politics” curato da Salvatore Vassallo, edito da Il Mulino, Bologna, 2026, evidenzia come le forze a destra del Partito Popolare Europeo (PPE) non costituiscano un blocco monolitico, ma si adattino in modo opportunistico alle diverse opportunità istituzionali.
Dopo le elezioni del 2024, i partiti di destra occupano circa un quarto dei seggi del Parlamento europeo. Queste forze condividono temi come l’antieuropeismo, l’antiimmigrazione, il nativismo, l’opposizione all’uguaglianza di genere e il negazionismo del cambiamento climatico. Tuttavia, come sottolineano i ricercatori coinvolti nel volume - Edoardo Bressanelli, Margherita de Candia, Dominique Reynié, Sofia Ventura, Wolfgang Schroeder, Jan Schroeder, Anna Bosco, Pablo Simón e Ruth Hanau Santini - non si comportano in maniera uniforme: “man mano che incontrano diverse strutture di opportunità, hanno adattato le loro strategie, comprese quelle comunicative, per conformarsi a queste mutevoli circostanze”. Alcuni partiti hanno radicalizzato le proprie posizioni, mentre altri si sono adeguati alle responsabilità di governo.
Il volume introduce il concetto di “coalition potential”, che misura la compatibilità delle posizioni politiche dei partiti con quelle di potenziali alleati. Nonostante le differenze, il Partito Popolare Europeo rimane il punto di riferimento per la costruzione delle maggioranze nel Parlamento europeo. I dati sulle votazioni degli ultimi decenni mostrano che il PPE mantiene una “Grand Coalition” con socialisti e liberali su alcuni temi, ma può avvicinarsi alle forze di destra su altri.
Questa analisi pone una domanda centrale: i partiti di destra radicale saranno capaci di spostarsi verso il centro o il PPE dovrà adattare la propria strategia? La risposta non è ancora chiara, ma il volume offre una base solida per comprendere questa dinamica in evoluzione.