Delfin ha deciso di aderire all’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps con l’intera partecipazione detenuta, pari al 17,6% del capitale della banca. La holding ha inoltre assunto l’impegno a votare in assemblea in coerenza con le condizioni dell’offerta. A riportare la notizia è un articolo di policymakermag.it.
La decisione arriva dopo che Intesa Sanpaolo ha rilanciato l’offerta aumentando la componente in contanti da 1 a 1,25 euro per ogni azione Mps portata in adesione, mantenendo invariato il rapporto di concambio a 1,6 azioni di nuova emissione di Intesa per ogni azione Mps. Il valore complessivo dell’offerta, in caso di adesione totalitaria, raggiunge circa 31,4 miliardi di euro.
Il rilancio rende più complessa la situazione per il piano di Mps guidato da Luigi Lovaglio, come osservato da Francesco Gagliardi su Policy Maker. Intesa Sanpaolo ha messo altri 25 centesimi cash sul tavolo, portando il corrispettivo attuale per ogni azione Mps a 10,341 euro, contro un prezzo ufficiale di 8,970 euro registrato il 5 giugno.
Delfin porterà in adesione tutte le 534.676.825 azioni Mps detenute e, in attesa del perfezionamento dell’offerta, si è impegnata a esercitare i diritti di voto in assemblea in linea con le condizioni poste da Intesa, astenendosi su eventuali operazioni che possano contrastare con l’Opas.
Il passaggio assembleare del 29 ottobre diventa così decisivo. L’esito del voto influirà anche sulle operazioni relative a Banco BPM e Banca Generali, sugli aumenti di capitale e sulla riduzione volontaria del capitale sociale. Intesa Sanpaolo ha infatti legato l’efficacia dell’Opas all’esito di alcune votazioni. Come segnala il Sole 24 Ore, il Ministero dell’Economia e delle Finanze non parteciperà al voto, mentre Banco BPM dovrebbe astenersi sul punto che lo riguarda.
Con Delfin a favore, il quadro assembleare cambia sensibilmente. Quel 17,6% arriva così al tavolo dove si decideranno anche le operazioni del piano Mps.