La destra, come si legge in policymakermag.it, sta pensando di aumentare il numero dei collegi elettorali con un decreto: perché? Ufficialmente, per “avvicinare i candidati ai territori”. Politicamente, per aumentare il controllo delle segreterie e gestire meglio i gruppi parlamentari. La formula, secondo le indiscrezioni, è quella di un decreto elettorale già all’inizio del 2027.

La legge elettorale attuale prevede 28 circoscrizioni e 49 collegi per la Camera, 26 per il Senato (la recente riforma ha abolito i collegi uninominali). L’idea di aumentare i collegi non significa tornare ai collegi uninominali. La riforma in discussione, infatti, potrebbe favorire le segreterie di partito. Fratelli d’Italia e Partito Democratico, con strutture organizzate, potrebbero mobilitare consenso, mentre Lega e Forza Italia potrebbero avere difficoltà a indirizzare i voti a causa di differenze territoriali e dissensi interni. Anche i partiti minori potrebbero trarre vantaggio, grazie a un maggior numero di capilista bloccati.

Secondo Aldo Cazzullo, una democrazia occidentale non cambia la legge elettorale a ogni voto, adattandola alle convenienze della maggioranza del momento. Cazzullo richiama il Mattarellum, una legge che funzionava perché i collegi più piccoli consentivano ai cittadini di avere un rapporto diretto con il proprio rappresentante e lasciavano meno spazio alle segreterie di partito. Nel dibattito attuale, la questione del rapporto tra eletti ed elettori rimane centrale. La riforma in discussione appare, per molti, un passo indietro rispetto a una rappresentanza diretta dei cittadini.

Fonti