Il futuro della sicurezza italiana potrebbe passare sempre meno dal Mediterraneo e sempre più dal Grande Nord. È questo il messaggio emerso nella Seconda Conferenza nazionale della Difesa, iniziata il 29 ottobre presso il Centro alti studi per la Difesa, che ha riunito esponenti del governo, vertici militari e rappresentanti delle istituzioni scientifiche e accademiche per discutere delle nuove rotte commerciali attraverso l’Artico e delle implicazioni della presenza militare russa nelle regioni polari.

L’iniziativa, promossa dal sottosegretario Isabella Rauti, ha messo al centro il rapporto tra sicurezza delle infrastrutture, tutela delle rotte atlantiche e cooperazione scientifica in Antartide, con un’attenzione particolare al ruolo della deterrenza nel Grande Nord. La conferenza ha visto la partecipazione del ministro della Difesa Guido Crosetto, del ministro degli Esteri Antonio Tajani, del sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago, del presidente del Casd Stefano Mannino e del capo di Stato maggiore della Difesa Luciano Portolano.

Il dibattito ha evidenziato come la centralità del Mediterraneo per l’Italia possa essere messa alla prova da rotte commerciali che, attraversando l’Artico, riducono i tempi di navigazione tra Europa e Asia. Crosetto ha richiamato le preoccupazioni dei Paesi nordici per la presenza militare russa e le conseguenze della progressiva accessibilità delle rotte artiche. Tajani ha collegato l’apertura di nuove rotte alle opportunità per l’export e alla diversificazione degli approvvigionamenti di materie prime critiche.

Perego di Cremnago ha ricordato la presenza della Marina militare nell’Artico attraverso le campagne scientifiche High North di nave Alliance, sottolineando la funzione anche diplomatica della ricerca. Rauti ha evidenziato la volontà di integrare le competenze della Difesa con quelle della diplomazia e della ricerca, mentre Mannino ha osservato che cooperazione scientifica e tutela degli interessi nazionali richiedono strumenti specifici, ma una visione condivisa. Portolano ha ricordato che la sicurezza delle infrastrutture di comunicazione riguarda anche i collegamenti sottomarini delle Svalbard, essenziali anche per la trasmissione dei dati satellitari.

Il quadro che emerge è quello di un’Italia che, pur rimanendo legata al Mediterraneo, deve confrontarsi con una crescente competizione militare nel Grande Nord. La presenza della Flotta del Nord russa nella penisola di Kola, il ruolo crescente della Cina nella regione e le nuove rotte commerciali impongono un rafforzamento dei rapporti con gli alleati settentrionali e delle capacità operative delle Forze armate. La conferenza, resa annuale da un decreto firmato da Crosetto, si propone come appuntamento permanente per approfondire questi temi e coordinare le iniziative delle diverse istituzioni coinvolte.

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