Andrea Missori, barese di Molfetta, è l’Amministratore Delegato di Ericsson. Ha conseguito la laurea in ingegneria elettronica al Politecnico di Bari e ha successivamente completato un executive MBA all’Università di Bologna, oltre a programmi executive alla London Business School, alla Boston University e alla Beijing Management School. Missori ricopre anche il ruolo di vicepresidente di Asstel ed è componente di vari organi di rappresentanza nel settore delle telecomunicazioni.
Il suo nome è tornato al centro del dibattito politico nazionale dopo l’intervento diretto della premier Giorgia Meloni nella vertenza che coinvolgeva 131 dipendenti dello stabilimento genovese di Ericsson. Il 6 ottobre 2026, la presidente del Consiglio ha raccontato in un video pubblicato sui social di aver telefonato personalmente a Missori, chiedendo il ritiro della procedura di licenziamento collettivo avviata il 11 settembre 2026 nel quadro di un più ampio piano di riorganizzazione aziendale. La richiesta è stata accolta, evitando così i licenziamenti.
Secondo quanto riportato dai media, l’intervento della premier è avvenuto dopo le sollecitazioni della sindaca di Genova Silvia Salis. La prima cittadina aveva incontrato lavoratori, sindacati e vertici locali di Ericsson, chiedendo il coinvolgimento del governo e un confronto con i vertici nazionali e internazionali dell’azienda. Salis aveva definito i 131 esuberi “l’ultimo capitolo di un progressivo ridimensionamento del polo genovese”, chiedendo un segnale concreto a tutela dell’occupazione e del futuro del sito produttivo. Il 1° ottobre 2026 aveva partecipato a un presidio davanti allo stabilimento, ribadendo la richiesta di garanzie sulla tutela dei dipendenti e del territorio.
La procedura riguardava 56 impiegati, 64 quadri e 11 dirigenti dello stabilimento di Genova-Erzelli. La maggior parte degli esuberi, 110 su 131, era concentrata nella Business Area Networks, mentre i restanti 21 interessavano la Business Area Cloud Software and Services. Il piano prevedeva la chiusura entro la fine del 2026 dell’unità dedicata all’Ottica, il ridimensionamento delle attività di ricerca e sviluppo e lo spostamento di alcune attività verso sedi estere del gruppo.
A seguito dell’intervento della premier e del confronto avviato con l’azienda, Ericsson ha ritirato la procedura di licenziamento collettivo, aprendo un nuovo percorso basato su uscite volontarie incentivate e percorsi di ricollocazione. Il ministro per le Imprese e Made in Italy Adolfo Urso ha espresso “grande soddisfazione per il ritiro della procedura di licenziamento collettivo”, evidenziando il ruolo della concertazione tra governo, azienda e parti sociali nel raggiungimento dell’accordo.