Il presidente della Regione Campania Roberto Fico avvia una fase di riorganizzazione dell’architettura amministrativa ereditata dalla precedente gestione guidata da Vincenzo De Luca. Al centro del processo ci sono i direttori generali nominati dall’ex governatore e la struttura delle Direzioni regionali.

Secondo quanto riportato da Fanpage, la linea politica della nuova amministrazione punta a cambiare i vertici senza forzare la mano, sfruttando una serie di strumenti amministrativi e giuridici che consentono di intervenire sulle nomine e sulla struttura organizzativa.

Tra le opzioni sul tavolo ci sarebbe una revisione complessiva dell’assetto regionale, con l’introduzione di figure e strutture non previste nell’ordinamento attuale. In particolare, si guarda al modello organizzativo della Regione Puglia, che prevede figure come il Segretario generale, non presenti nell’attuale architettura campana. L’adozione di un modello simile comporterebbe una riorganizzazione delle strutture, con effetti diretti sulle posizioni oggi occupate.

Sul piano amministrativo, gli interventi potrebbero includere l’accorpamento delle Direzioni e una nuova distribuzione delle competenze. Fanpage sottolinea che, in questo modo, l’amministrazione può incidere sulle posizioni apicali senza ricorrere a provvedimenti diretti di rimozione, ma intervenendo sull’organizzazione complessiva degli uffici.

Un passaggio chiave riguarda le sentenze che hanno interessato alcune delle nomine effettuate durante la gestione De Luca. Secondo quanto ricostruito da Fanpage, i giudici avrebbero contestato il mancato rispetto delle procedure previste dal disciplinare regionale del 2020 per la selezione dei direttori generali.

Le sentenze richiamano le modalità con cui, nel 2025, erano state gestite le procedure per le Direzioni Generali Agricoltura e Risorse umane. In particolare, si contesta che la fase istruttoria sia stata curata da due assessori, anziché dagli uffici della Direzione generale Risorse umane, come previsto dal disciplinare.

La decisione dei giudici non riguarda il merito delle nomine, ma la conformità della procedura allo strumento adottato dalla stessa Giunta regionale. Per questo motivo è stato ordinato di rifare le procedure.

Da un punto di vista politico, le sentenze offrono alla nuova maggioranza uno spazio di intervento rilevante. Fanpage evidenzia come “riaprire le procedure significa rimettere in discussione posizioni che altrimenti resterebbero intoccabili”.

Parallelamente, la Giunta ha approvato l’11 giugno un sistema di verifica degli obiettivi assegnati ai direttori generali per le annualità 2024 e 2025. Il controllo sarà affidato a una commissione di esperti nominata con decreto presidenziale.

Per la sanità, settore particolarmente sensibile, sono stati aggiornati gli obiettivi di performance dei direttori generali delle ASL. Tra i nuovi indicatori figurano tempi di permanenza nei pronto soccorso, liste d’attesa ed esiti clinici. Secondo Fanpage, questi parametri rappresentano un banco di prova significativo per i manager sanitari nominati da De Luca.

Il piano di Fico si inserisce quindi in un percorso che combina strumenti amministrativi, sentenze e verifiche di performance per intervenire sull’assetto organizzativo regionale. In una regione dove non esiste uno spoils system all’americana, ogni cambiamento passa necessariamente attraverso atti formali e meccanismi di verifica.

Fonti