Nicola Bonaccini, capo segreteria tecnica del ministro della Salute, ha parlato del fenomeno del medico-influencer e dell’impatto che gli algoritmi e i social possono avere sul modo di comunicare la salute in un’intervista alla testata La Verità.
Il fenomeno del medico-influencer, così come quello dell’influencer e del chatbot, è diventato molto diffuso e pericoloso: chiunque può parlare di salute con un’apparente autorevolezza, generando confusione tra competenza professionale e pseudoscienza. Si fa sempre più fatica a distinguere tra informazioni affidabili e non, anche perché, soprattutto i giovani, accedono sempre di più alle piattaforme digitali per informarsi sulla salute.
Per migliorare la comunicazione sanitaria, la Francia ha già intrapreso delle iniziative: nel gennaio 2025 il Conseil national de l’Ordre des médecins ha creato una Carta con dieci principi per i medici che comunicano online. Essa prevede maggiore trasparenza, coerenza con la deontologia, fonti esplicite e contenuti aggiornati, dichiarazione delle partnership e identificazione delle qualifiche. Sono presenti anche limiti chiari, come il divieto di fornire consigli personalizzati, promuovere terapie non validate o fare autopromozione commerciale.
Ora anche a livello europeo si muove qualcosa: Bruxelles ha riconosciuto che il problema riguarda l’intera Europa. La presidente Ursula von der Leyen ha chiesto al commissario europeo per la Salute e il benessere animale, Olivér Várhelyi, di avviare un’indagine per affrontare questo problema a livello europeo.