«Mi spiace per gli assenti». Matteo Salvini interviene così alla cerimonia di scopertura della targa che segna l’intitolazione dell’aeroporto di Milano Malpensa a Silvio Berlusconi. Il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha partecipato mercoledì 28 ottobre all’evento presso il Terminal 1 dello scalo lombardo, insieme al presidente del Senato Ignazio La Russa, al ministro degli Esteri Antonio Tajani, al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e a Paolo Berlusconi, fratello dell’ex presidente del Consiglio.

«Spero che ci sarà un giorno in cui la politica tutta saprà riconoscere il valore di Silvio Berlusconi per l’Italia», ha dichiarato Salvini, sottolineando la sua convinzione che «qualcuno oggi si sia pentito di non essere qui». Il ministro ha quindi collegato il ricordo del fondatore di Forza Italia al vertice di Pratica di Mare del 28 maggio 2002, che vide seduti allo stesso tavolo l’allora presidente statunitense George W. Bush e il presidente russo Vladimir Putin.

«In questo momento servirebbe la sua capacità di riavvicinare le parti in conflitto», ha affermato il vicepremier, aggiungendo che «c’è l’obbligo e il dovere di dialogare con tutti» e che «il dialogo può evitare la guerra». Salvini ha inoltre espresso la speranza che «le parti tornino a parlarsi», ribadendo la necessità di «riavvicinare le parti in conflitto» e richiamando il ruolo che, a suo giudizio, Berlusconi avrebbe potuto svolgere in un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche.

Nel corso della cerimonia è stata scoperta la targa con la nuova denominazione dell’aeroporto. Paolo Berlusconi ha letto il messaggio lasciato dal fratello sul libro d’onore dell’aeroporto il 24 ottobre 1958, in cui l’allora ventiduenne Silvio Berlusconi scriveva: «La nostra Patria è l’Italia, il nostro futuro è l’Europa». La cerimonia ha segnato ufficialmente il passaggio alla nuova denominazione dello scalo milanese.

L’intitolazione a Silvio Berlusconi era stata deliberata dal consiglio di amministrazione dell’Enac il 5 luglio 2024, dopo la morte dell’ex presidente del Consiglio avvenuta il 12 giugno 2023. La decisione aveva suscitato un confronto politico e istituzionale, sfociato nei ricorsi presentati al Tar della Lombardia dal Comune di Milano e dai Comuni di Cardano al Campo, Samarate e Somma Lombardo. Il tribunale amministrativo aveva respinto i ricorsi il 23 aprile 2024.