Le regole europee funzionano e spaventano i cinesi. È il messaggio che arriva dal mercato delle batterie per la mobilità elettrica, dove l’Unione Europea sembra aver trovato la chiave per proteggere la propria manifattura e influenzare le scelte industriali dei produttori asiatici.
Secondo quanto riportato da IlSole24ore, la strategia di Bruxelles ha spinto i costruttori cinesi ad evitare il mercato europeo, in particolare dopo le misure adottate contro le pratiche di dumping e le normative stringenti sull’origine dei materiali. Queste regole hanno reso meno conveniente per le aziende asiatiche investire o esportare nel Vecchio Continente.
Lo stesso quotidiano economico sottolinea come le barriere occidentali aumentino e che di questo la concorrenza sleale cinese non può non tenere conto. Le autorità britanniche hanno bloccato le turbine di Ming Yang, mentre in Germania sono stati fermati alcuni tentativi di acquisizione cinese nei porti. Questa pressione normativa ha portato i produttori cinesi a rivedere le proprie strategie industriali e logistiche.
Il dato più significativo riguarda il settore automobilistico: l’accordo bilaterale tra UE e Cina prevede un tetto di 350.000 vetture ibride cinesi importabili nell’Unione nel 2027, contro un volume atteso di 800.000 unità nel 2026. Questo limite potrebbe costringere le case automobilistiche cinesi a ridurre le produzioni destinate all’Europa.
La reazione di Pechino non si è fatta attendere. I produttori cinesi stanno cercando di rafforzare la propria presenza in altri mercati, come quello indiano, e di diversificare le proprie attività. Nel 2026 sono stati annunciati 12 miliardi di dollari in investimenti all’estero su 14 accordi, mentre dal 2023 gli investimenti hanno raggiunto quasi 90 miliardi di dollari.
Nonostante questa strategia di espansione, la situazione resta complessa. Le azioni di CATL, il leader mondiale delle batterie, sono crollate di oltre l’8% dopo risultati del terzo trimestre inferiori alle attese, mentre la società Sungrow è in trattative con aziende statunitensi, anche se ci sono dubbi sul suo accesso al mercato americano a causa dei dazi e dei divieti.
In questo contesto, c’è chi intravede opportunità. Secondo la testata specializzata MilanoFinanza, il contenimento della crescita delle quote di mercato dei marchi cinesi potrebbe favorire una rivalutazione del settore, anche se la prudenza resta necessaria viste le sfide globali.
Infine, un segnale positivo arriva dalla Norvegia: la società europea Yes-Eu ha inaugurato il più grande centro europeo di assistenza per batterie a Oslo, con una superficie di oltre 10.000 metri quadrati, confermando che, nonostante le tensioni commerciali, il mercato della mobilità elettrica continua a crescere e ad evolversi.