La Cina e l’Unione europea hanno raggiunto un accordo sul commercio dei veicoli ibridi e si sono impegnate a intensificare il dialogo economico e commerciale. Lo ha reso noto il ministero del Commercio cinese al termine degli incontri tra il commissario europeo Maros Šefčovič e le autorità cinesi, svolti a Pechino il 9 e 10 ottobre. Nel comunicato cinese si legge che “le due parti hanno raggiunto un accordo sul commercio dei veicoli ibridi, conforme alle norme dell’Organizzazione mondiale del commercio”, senza fornire ulteriori dettagli.

Secondo il comunicato ufficiale cinese, Cina e Unione europea si impegnano a trovare un punto di caduta sul deficit commerciale, che vede la Cina vendere in Europa a prezzi troppo bassi, tanto che Bruxelles ha minacciato di mettere al bando i veicoli ibridi. In cambio la Cina promette di agevolare l’esportazione di terre rare verso l’Europa, necessarie per la transizione energetica, e di rafforzare il dialogo sui controlli alle esportazioni.

La missione di Šefčovič si incrocia con l’offensiva politica di Parigi e Berlino. Francia e Germania hanno infatti inviato una lettera congiunta alla Commissione europea per chiedere l’introduzione urgente di uno strumento di risposta rapida, così da dotare la Commissione di poteri commerciali speciali per applicare sanzioni e barriere tariffarie rapidamente, senza dover seguire le procedure standard. Una convergenza insolita: la Francia da sempre sostiene il protezionismo strategico, mentre la Germania, tradizionalmente cauta, è stata costretta a cambiare rotta dalla crisi devastante dell’industria automobilistica, uno dei motori principali dell’economia tedesca.

Da Bruxelles, riferisce il comunicato di un portavoce, “Cina e Unione europea hanno concordato di rafforzare i colloqui commerciali”.

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